L’uomo può essere sensibile ?

15 Ottobre 2018

Ciao Lettore! Ti do ufficialmente il benvenuto nel mio primissimo articolo. Per cominciare ho scelto di parlare di un argomento che , nonostante sia noto a tutti , è poco discusso. Chissà, forse per via dei preconcetti e delle leggende che ne girano intorno. Come avrai intuito dal titolo infatti, oggi i protagonisti siamo noi uomini, ma tranquille donne , ce ne sarà anche per voi. Ma poche chiacchiere e iniziamo.

Amico mio, ti sei mai sentito davvero libero di esprimere te stesso ? Ti capita di non sapere gestire le tue emozioni? Odi la volgarità, la maleducazione e la coattagine? Percepisci da parte della tua donna un enorme carico di responsabilità?

Bene , se la tua risposta a queste domanda è quella che immagino, tranquillo, fatti una risata, e sappi solo che sei nel posto giusto e al momento giusto.

E allora lettore, che tu sia donna o che tu sia un uomo , e se tu stia in movimento o a casa comodo sul divano ti auguro una buona , e spero affascinante lettura.

“Uomo”, che grande parola eh? Dimmi la verità, cosa hai pensato appena hai letto la parola “uomo”? Anche se non sono lì con te provo comunque ad indovinare. Probabilmente avrai pensato ad un uomo che è presente nella tua vita, magari un fratello, il tuo compagno, o magari ad un uomo che hai visto passare affianco a te 5 minuti fa di cui vorresti tanto sapere il nome. O Forse avrai pensato a come “teoricamente” un uomo dovrebbe comportarsi, e quindi che deve assolutamente farsi portare rispetto, che deve proteggere la sua donna , che deve essere fermo nelle decisioni e magari che deve anche essere un po’ rude. Perché si sa “l’uomo deve fare l’uomo.” Sai , caro mio lettore, in tempi non molto giovani non era proprio così . Dopotutto sarà solo un caso che un tempo si pensava che l’uomo per eccellenza fosse quello in grado di parlare con gli Dei, che tanta era la sua sensibilità da poter toccare (nel vero senso della frase) “il cielo con un dito”. Dicono oltretutto che il famosissimo poeta iberico Lope de Vega del 600’ con le sue rime, che oggi definiremmo “sdolcinate”, abbia fatto cadere ai suoi piedi migliaia di donne. Beh ma per non parlare del nostro caro amico Dante Alighieri che per affermarsi nella società dell’epoca ha dovuto fare un viaggio mentale nel inferno, poi nel purgatorio e infine nel paradiso. Ma scusa caro Dante, non era meglio che “facevi l’uomo” e prendevi di petto chiunque provava a non pensarla come te ?

Bando alle chiacchiere.

Cosa è cambiato ad oggi?

Oggigiorno, il più delle volte i termini “maschile” ed “emozione” non sembrano andare molto d’accordo. Basti pensare a quanto i nostri bambini tendono a reprimere alcune tra le emozioni più importanti, tra cui il pianto.

Ma aspetta , perché se sei madre e noti che tuo figlio , principalmente quello maschio piange senza nessun problema , tranquilla, stai facendo un ottimo lavoro.

Eh sì , ma nonostante le lodi a quelle poche famiglie che permettono ai loro figli la più libera espressione emotiva , ne esistono altre, molte altre , che impregnano il loro nucleo del cosiddetto “ stereotipo di genere “ già nei bambini più piccoli, lasciamelo dire , ma che palle! Dai padri che insegnano ai loro “ometti” a fare gli “uomini” (come se si potesse “fare” un genere), alle madri che incitano i figli “a tirare fuori gli attributi” (peccato per loro che non sanno che quest’espressione è stata coniata puramente per il fatto che l’attributo maschile è evidente e quello femminile no) non si sta più capendo niente !

Genitori ! Non prendete di petto il sesso del vostro figlio, bensì identificatelo come bambino, come persona !

Tutto questo per dire cosa ?

Ah certo come no!

Lo sapete come si chiama , in termini psicologici , la persona da cui il bambino dovrebbe correre se si trova in difficoltà ? la persona che piangerebbe la sua assenza ? Caregiver , che tradotto significa colui che se ne prende cura; e che dunque , non ha un genere specifico.

Questo per dire, care famiglie, non trattate i vostri figli come li tratterebbero gli altri, non fateli crescere con la convinzione di dover rientrare negli stereotipi culturali per non essere presi di mira, ma soprattutto , imparate ad accettare il fatto che le basi di una solida personalità si gettano giorno dopo giorno, ergo ,lasciatela esprimere invece che scivolare su pericolosi cliché!

A questo punto vorrei parlare un po’ della mia personale esperienza , inizia proprio così:

Ero in compagnia di una mia amica , siamo andati al cinema , e allora , come d’altronde dopo ogni film, ci siamo fermati lì fuori alle panchine per fumarci una sigaretta.

Sono dell’idea che molte persone abbiano in qualche modo il potere di guardarti dentro , sono dell’idea che alcune persone abbiano la strategia per metterti così tanto a tuo agio da farti dire qualunque cosa, e così è successo. Stavamo parlando proprio del blog , e allora , mentre la mia amica stava dicendo la sua, io mi sono fissato a guardare una coppia mentre discuteva . Notai subito che c’erano dei problemi di gelosia da parte del ragazzo , che, da quanto ho potuto capire , si era innervosito perché l’ex della ragazza le aveva riscritto. Tuttavia , devo anche dire però , che percepii da parte del ragazzo un senso di inadeguatezza , di imbarazzo , era come se non fossero realmente suoi quei modi così arroganti di parlare. Di lì a poco ho avuto la conferma di ciò che sospettavo. Infatti , dopo circa 5 minuti di litigata , il ragazzo si calma e le fa molto gentilmente, e a toni bassi alla ragazza “ vabbè amore se non ti da fastidio potresti non rispondergli ? “ , la reazione di lei mi ha scioccato.

Visto che per tutto quel tempo lei si era sentita una regina ambita tra due uomini , quella frase l’ha fatta un attimo tornare sulla vita reale , e sta cosa proprio non le è andata giù . Infatti di colpo si gira verso di lui e fa (in dialetto romano) : “Ao , ma te sto a dì che l’ex mio m’ha riscritto e te me risponni così? Ma voi fa l’omo e dije quarcosa? “ .

Tralasciando il classico caso di stereotipo di genere di cui abbiamo parlato finora , che tra l’altro evidenzia come una ragazza giovane lo abbia molto facilmente appreso dalla madre o da chi ne fa le veci , e di come sopratutto anche in questo caso l’uomo viene misurato in base a quanto potere ha.

E tralasciando anche che non mi sto per schierare dalla parte del ragazzo, ma secondo voi , donne principalmente , è questo la cosiddetta “voce del verbo amare” ? No perché io sicuramente dell’amore e della vita non ci ho mai capito niente ,dato il mio lungo curriculum di insuccessi in entrambi i casi , ma io sono sempre più schifato.

“Vuoi davvero sapere perché sto aprendo un blog ?” , faccio alla mia amica mentre stava parlando , “vuoi davvero sapere perché mi sono rotto le palle di sentire gli altri parlare e di stare io zitto invece ?. Lettore caro , forse di me ancora poco sai ,ma poco alla volta riuscirai a completare il puzzle , però ora un pezzo te lo do io.

Sono Alessandro , e sono noioso , quando parlo troppo, sono Alessandro e sono un amante della pallavolo , dell’ordine e della pulizia , sono Alessandro e sono convinto che nello spazio siamo soli , sono Alessandro e piango ogni volta che vedo film in cui muore un cane , sono Alessandro e per paura di stare sotto i riflettori ho sempre fatto quello per cui gli altri mi etichettavano , sono Alessandro e mi piace farmi i capelli bianchi d’estate perché mi danno senso di libertà, sono Alessandro e ogni volta che mi alzo per andare via mi giro e controllo se non ho lasciato qualcosa , sono Alessandro e cazzo , non ho mai fatto a botte con nessuno perché non ho fatto della violenza la mia difesa, sono Alessandro e sono prima di tutto una persona.

E sai perché dico questo ?

Perché Ogni giorno , care donne , affianco al vostro letto c’è un uomo che combatte contro se stesso, che combatte contro tante paure , e proprio per questo non crediate di essere le uniche a lottare per essere all’altezza. Oggigiorno si sta sempre più consacrando l’idea che la sensibilità , le sofferenze , i complessi facciano parte del mondo femminile , ma perché ? Perché un uomo non può piangere o non può avere cura del suo corpo pur conservando in primis la sua identità da uomo , o anche per di più la sua eterosessualità ? Perché , parliamoci chiaro , non sono qui a fare l’ipocrita , e sicuramente di primo acchito avrai pensato anche tu che se sono qui oggi a scrivere sto papiro è perché lotto per l’affermazione di chi sa quale diritto. Ma invece no. Smontiamo questi falsi convincimenti , chi siamo noi per dire cosa vuol dire essere uomini o essere donne ?, chi siamo noi per dire che il parere di un altolocato vale più di un comune borghese ? Ed è per questo che ho deciso di creare un mio blog. Il mio blog sarà una piattaforma per fare propaganda di sensibilità ! E lo faccio perchè da uomo , per anni , anni brutti , ho sempre pensato di me cose che non si sono dimostrate reali. Ho commesso sbagli dettati dalla voglia di risposte , rincorso modelli perché il mio non era conforme alle vostre aspettative. Donne , mi rivolgo a voi proprio perché siete stupende , e spero di averne presto una al mio fianco che voglia vivere con me i miei fallimenti e le mie debolezze (non solo quelle , ovviamente). Ogni giorno , ribadisco ,tanti uomini si staranno chiedendo con loro stessi se sono amati dalle loro donne , se sono abbastanza “uomini”,per così dire. E allora fateli sentire “uomini” amati ,anche ricoperti di fragilità, di insicurezze , perché vi assicuro ,che da uomo non vorrei nient’altro che questo.

Le mie considerazioni:

E bene sì caro lettore siamo giunti alla fine di questo primo appuntamento con il dibattito su tematica specifica, così è come la penso io, tu invece che ne pensi? Fammelo sapere compilando il form qui sotto, alla prossima! Il professorino.

Questo articolo ha 2 commenti.

  1. D’accordissimo con te 🙂

    1. Sono contento che tu sia sulla mia stessa lunghezza d’onda caro Federico, contattami anche via email 🙂

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Il Professorino

Il Professorino

Mi chiamo Alessandro , sono uno giovane universitario ,e mi stresso molto facilmente , poi però prendo in mano il computer e inizio a scrivere sul mio blog.
Perchè ho deciso di farlo?

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