SHOPPING TERAPIA: ecco la spiegazione psicologica dello shopping compulsivo

18 Novembre 2018

Ciao lettore ! Finalmente di nuovo insieme , accomodati pure all’interno del mio blog. Oggi , in onore all’incombente “black friday” di cui tutti ormai parlano e di cui tutti ormai si cibano , ho deciso di dedicare il seguente articolo allo shopping , e in particolare a quello compulsivo. BUONA LETTURA !

Lo shopping è terapeutico , e questo è un dato di fatto.

Lo shopping , così come tantissime altre forme di autogratificazione , recano un benessere psicofisico alla persona. Ma fino a qui , niente di nuovo diresti.

Tuttavia , durante l’acquisto di beni , come durante una piacevole esperienza sessuale e come durante l’assaggio di un cibo che ci piace particolarmente , si attivano dei meccanismi neurofisiologici tali per cui il cervello , pur non riconoscendo l’azione in sé , fa attivare a sua volta delle reazioni fisiche di grande impatto emotivo ; tra cui brividi , felicità , tremori, euforia , sudorazione , battito cardiaco accelerato e tanto altro.

Insomma , le stesse reazioni fisiche che abbiamo ad esempio durante un orgasmo.

Sarà la bellezza estetica del vestito o della maglietta a recare questa felicità ?

Sarà che siamo durante un periodo di grandi sconti e quindi dobbiamo approfittarne ?

No ragazzi e ragazze  , niente di tutto ciò!

Che lo shopping sia terapeutico , lo abbiamo detto.

Dopotutto è così , a volte fa anche bene dedicarsi un po a sé stessi senza pensare più di tanto ai budget , levarsi qualche “sfizietto di tanto in tanto”, ma non perché lo dice “il professorino “, è proprio la scienza a confermarlo.

Tuttavia , a volte ,queste tecniche terapeutiche finiscono per diventare un’abitudine insana , del tutto indebitante , e a volte veramente dannosa.

Questo perché nella società occidentale principalmente , si sta sempre più espandendo la piaga del cosiddetto shopping compulsivo.

Ma cos’è lo shopping compulsivo?

Lo shopping compulsivo è una vera e proprio dipendenza , dipendenza all’acquisto.

In un’ottica psicologica / psicodinamica lo shopping compulsivo è inteso come un disturbo nella regolazione degli impulsi con precursori di sviluppo comuni al narcisismo patologico , caratterizzato dall’irrefrenabile brama di acquistare copiosamente beni , con conseguente perdita di controllo che sfocia in un acquisito sempre più elevato e disastroso , sia per il soggetto acquirente che per le persone nel suo intorno.

In altre parole , il “compulsive shopper “ dopo una breve fase in cui è ancora razionalmente stabile e dunque in grado di frenare i suoi impulsi a comprare , perde letteralmente il controllo per darsi alle braccia morbide di maglioni , vestiti , scarpe , gioielli , articoli per la casa , attrezzi per la macchina , eccetera eccetera.

Ma cosa porta una persona a diventare dipendente dallo shopping ?

Per dare una risposta significativa a questa domanda bisogna fare una premessa.

Come in tutto , anche nel mondo della psicologia , ci sono delle oneste controparti che danno delle risposte altrettanto valide a quesiti come questo.

Infatti , in un’ottica più sociale , psicosociale , l’individuo tende a comprare perché coinvolto in un turbine di aspettative della società alle quali sente il dovere di rispondere.

Tra le varie attese che la società di consumo ci propone quotidianamente , c’è quella dell ‘ “apparenza è ciò che conta”. Tralasciando i vari “detti “ che hanno cercato di smontare quest’affermazione , mi riferisco principalmente ai detti “l’abito non fa il monaco” o “l’apparenza inganna” , c’è da dire che un fondo di verità c’è.

L’apparenza conta , e anche molto , ma ovviamente non è tutto ciò che conta.

Ci da un ruolo sociale , ci da un certo “tono” , ci permette di avere più sicurezza , ci incasella dentro uno specifico range di persone e tanto altro.

Nel caso degli acquirenti compulsivi è stato scientificamente riscontrato , sempre dentro un’ottica sociale, che il bisogno di indossare capi di un certo tipo , di una certa marca sia ancor più elevato.

Questo perché gli abiti rappresentano per queste persone molto più di una risposta al freddo o alle scottature del sole , come il cibo è qualcosa di più di una semplice risposta alla fame, sono bensì soprattutto un modo attraverso cui esprimiamo noi stessi e ci presentiamo al mondo.

Il vestito in sè rappresenta la nostra identità.

Ho un colloquio di lavoro ? Bene , allora per sembrare più convincete mi metto un tailleur nero

Mi incontro con delle persone a cui frega poco dei vestiti ? Bene allora mi vesto da stracciona,

e cosi via per gli innumerevoli casi in cui ci vestiamo per camuffare la nostra vera identità.

Quanto può incidere l’infanzia di una persona nello shopping compulsivo?

E finalmente arriviamo all’approccio psicologico.

Winestine , dopo una lunga terapia con una paziente affetta da disturbo nella regolazione degli impulsi con pratiche di acquisto compulsivo , ha posto l’attenzione sull’importanza che un’esperienza infantile può avere per lo sviluppo di una dipendenza da shopping compusivo.

Nel suo caso , pare che la paziente , nell’esprimere i suoi ricordi dell’infanzia provasse un’inspiegabile senso di inadeguatezza , cosa molto strana visto che Winestine pare che fosse una persona molto confortevole . Solo dopo diverse sedute la paziente ha confessato che da piccola il padre abusava di lei.

E allora è tutto spiegato.

Se ad oggi la paziente è dipendente dallo shopping , o meglio , dall’acquisto compulsivo di oggetti , non sta facendo altro che cercare in tutto i modi di riempire il vuoto , di sentirsi amata, di sentirsi desiderata , di ricercare sollievo ai propri conflitti.

La donna ha anche ammesso che compra unicamente indumenti “morbidi” , quelli più duri le ricordavano le mani violenti e il pene eretto del padre che sfregava su di lei.

Lawrence , parlando di shopping compulsivo unicamente al femminile , sostiene che nelle donne , la mancanza d’affetto del padre potrebbe essere una motivazione valida. Qui non si parla di abuso , ma di un rapporto distante , assente, oggigiorno molto tipico nelle famiglie in cui il padre è l’unico a lavorare.  L’esperto in materia sostiene che il vestito potrebbe riproporre proprio l’esperienza della carezza paterna.

Insomma , potrei stare qui ad elencare altri centinaia di contributi psicologici , tutti differenti , ma che di fondo si accumunano su un concetto base.

“Lo shopping ha un grande potere di rinvigorimento del Sè.                  Riempiono il nostro corpo e la nostra psiche di autostima , bellezza , e ci rendono molto più seducenti, oltre che a dirci un importanza sul punto di vista sociale.”

Ma chi sono e quanti sono i “compulsive shopper”? Cosa li accumuna ?

Tra le varie percentuali stimate , una delle più affidabili è quella confermata dall’ISTAT nel 2016.        In Italia il 5% della popolazione soffre di questo disturbo e l’80% degli shopper è rappresentato da donne tra i 30 e i 40 anni, di classe sociale media, che comprano più frequentemente oggetti di abbigliamento, gioielli e prodotti di bellezza.

Tuttavia , non sono solo le donne ad essere dipendenti , anche i maschietti , eh sì cari uomini , anche voi.

Le donne tuttavia tengono il primato , ma per una questione di divulgazione mediatica ; le donne infatti leggono molte più riviste degli uomini , vedono molti più spot pubblicitari , e tutto ciò le invoglierebbe all’acquisto.

Gli uomini tendono ad acquistare prettamente prodotti per le macchine , per la casa , ma anche molte cose per loro , non credete al contrario ! Anche l’uomo può dedicasi a sé stesso.

Tra le varie tipologie di acquirenti , da quello che compra solo un determinato prodotto , a quello che acquista solo on-line , c’è un filo legame che li accumuna tutti quanti.

Il tratto di cui sto parlando è la propensione a fantasticare.

La persona immagina che un nuovo acquisto la possa rendere diversa , migliore , più stimata , più apprezzata. Soltanto quando ormai ha acquistato l’oggetto e tornato a casa si rende conto che il realtà quell’oggetto ha perso l’attrattività iniziale , per poi successivamente ricascare nel limbo della fantasia.

Quindi è bene compare o dobbiamo puntare al risparmio ?

In conclusione mi sento di invogliare le persone all’acquisto , a levarsi lo “sfizietto di tanto in tanto “. Ma che sia un’azione ponderata alle nostre possibilità ! Non indebitiamoci per uno stupido paio di scarpe ! L’estetica , la cura di se stessi ,sono fattori fondamentali per il benessere della persona , ma non scordiamoci di curare anche la nostra psiche ! Godetevi la vita !

Colgo l’occasione , per gli abitanti di Roma , per raccomandarvi i negozi d’abbigliamento per donna di marchi molto ricercati “Galleria dello shopping” , “Galleria dello shopping outlet” e i punti vendita di Roma della catena d’abbigliamento per bimbi “Brums”, che oltre ad essere negozi di famiglia , sono davvero molto belli e pieni di offerte !

Le mie considerazioni:

Bene caro lettore siamo giunti anche quest’oggi alla fine del nostro articolo , spero sia stato per te motivo di riflessione e raggiunta di consapevolezza. Ti aspetto morbosamente alla prossima 
Grazie  Alessandro , il professorino.

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Il Professorino

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Mi chiamo Alessandro , sono uno giovane universitario ,e mi stresso molto facilmente , poi però prendo in mano il computer e inizio a scrivere sul mio blog.
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