Gay-radar : da alcune caratteristiche fisiche si può capire l’orientamento sessuale , quali sono? La scienza lo conferma.

3 Novembre 2018

Ciao lettore! Ti do come al solito il mio più caro benvenuto nel mio blog. Quest’oggi , pre restare in tema anche al precedente articolo , ho deciso di dedicare ancora un altro spazio alla questione dell’omosessualità Infatti , parleremo del cosiddetto “gay-radar” e di quelle caratteristiche fisiche che differenzierebbero una persona gay da una etero. Buona lettura.

Ciao lettore.

Se sei qui quest’oggi è perché probabilmente ti sei sempre chiesto se effettivamente è come si dice : esistono delle caratteristiche fisiche per le quali un gay differisce da un etero ?

O magari , guardandoti allo specchio ti sentivi già diverso ad un’età precoce , senza capire il perché.

Allora ti sei documentato e hai letto su diverse riviste del tutto inattendibili , che se sei gay è perché lo scegli , che dovresti ascoltare un terapeuta riparatore eccetera eccetera.

E che sopratutto , la leggenda riguardo il gay-radar è del tutto falsa.

Sei sicuro che sia realmente così?

Sicuramente se il mio lettore è gay saprà di cosa sto parlando , giusto?

Però evitiamo fraintendimenti e cerchiamo di fare un po di chiarezza.

Ma prima ti invito a leggere il mio ultimo articolo , sempre inerente alla questione dell’omosessualità , ovvero “Madri seduttive e padri distanti generano figli gay : Freud lo confermava già”

Innanzitutto chiariremo la questione sul gay-radar e esplicheremo quelle che sono presumibilmente le caratteristiche fisiche da cui si può capire l’orientamento sessuale di una persona.

Con la guida che ti fornirò qui sotto potrai finalmente capirci di più , scovare la verità in questo mondo pieno di falsi , potrai finalmente capire un po’ della psiche umana, di quanto ci condiziona , anche a livello fisico.

Che cos’è il Gay-radar?

Il gay-radar o gaydar è un’espressione colloquiale che sta ad indicare la capacità di individuare le persone gay , senza sapere il loro orientamento sessuale , ma soprattutto , anche in brevissimo tempo. (uno sguardo , una chiacchiera veloce ecc)

Da come si può intuire , molti studi hanno approfondito la questione , scontrandosi parecchie volte sull’origine e sulla validità di questa capacità , arrivando però alla conclusione che , nella maggioranza dei casi , il gay radar esiste.

E esiste in maggioranza nelle persone gay , giacché il loro interesse nello sviluppare questa capacità è maggiore che nelle persone etero.

Ma se il gay-radar esiste , evidentemente ci sono delle caratteristiche fisiche : misurabili e osservabili da chiunque , che differenziano in modo anche molto lampante , gay da etero.

Altrimenti i gay sarebbero tutti dei grandi maghi, ma non è così.

E allora vien da chiederci :

Quali sono queste caratteristiche fisiche da cui si può capire l’orientamento sessuale di una persona ?

1) Dimensione e forma del corpo : fianchi , peso , altezza , spalle ecc

Anche qui, come in ogni altro punto sotto elencato , diversi studi affermano cose contrastanti , noi ci baseremo sulla maggioranza statistica di essi.

Ad esempio , in uno studio commesso da Ray Blanchard e colleghi è emerso chiaramente che , in media , gli uomini gay sono leggermente più bassi e leggeri degli uomini etero , mentre le donne lesbiche invece sono di media altezza , ma un po’ più in carne.

Riguardo il rapporto vita-fianchi ,emerso dagli studi commessi da Devendra Singh, pare che le lesbiche “butch” (lesbica molto visibile ) hanno questo rapporto più alto rispetto alle donne etero , e più vicino agli uomini etero. Allo stesso modo , pare che gli uomini gay hanno un rapporto vita-fianchi più basso degli uomini etero e più vicino quello delle donne.

Emerge dunque che , una forma a clessidra è più comune nelle donne etero e per i gay , invece una forma più “tuburale” è più comune nelle lesbiche e negli uomini etero.

2) La lunghezza degli arti e delle mani

In genetica si dice che la lunghezza degli arti e del busto è determinata dai livelli di ormoni sessuali presenti durante lo sviluppo, questo perché tali ormoni agiscono una spinta diretta sul livello di testosterone e estrogeni sullo scheletro.

Detto ciò , da uno studio condotto dalla Western University of Helath Sciences di Pomona, in California ,si evince notevolmente che gli arti dei gay (specialmente le braccia) sono più corti di quelli degli etero, mentre gli arti delle lesbiche erano esattamente più lunghi rispetto a quelli di una donna etero.

Lo stesso vale anche per le mani , che , inerente anche alla cura / trascuratezza , è chiaro che quelle dei gay sono più affusolate e molto curate , e quelle delle lesbiche , mediamente simili a quelle degli etero , sono più tozze e trascurate.

3) Dimensione del pene 

Anche su questo punto pare ci siano delle differenze , non notevoli , ma ci sono.

Su questo punto ci sono davvero molti pareri e ricerche contrastanti , ma io prenderò in analisi quella che a mio avviso sembra essere la ricerca più attendibile.

Sto parlando in tal caso della ricerca commessa dal sessuologo Kurt Freund, che ho preferito , poiché , a differenza delle altre , in questa i ricercatori hanno loro stessi misurato i peni di uomini gay e uomini etero , per ovviare al problema “della bugia”.

Fatto sta che è emerso, contrariamente a quello che si possa immaginare , che gli uomini gay hanno il pene più grande di quelli etero. (Con una media di 16,05 cm nei gay e di 15,21 negli etero).

4) Direzione delle vertigini nei capelli

La capigliatura di gran parte delle persone presenta una disposizione a spirale visibile nella parte superiore della testa.

Nel 2003, Amar Klar, un genetista del National Cancer Institute ha condotto una ricerca direttamente sul campo , analizzando tali vertigini direttamente sopra la testa delle persone , prima in una spiaggia gay e poi in una “normale”.

E anche se la cosa fa ridere , è emerso che i gay hanno questa vertigine il più delle volte in senso antiorario , e invece gli etero in senso orario.

Su questo punto la scienza mi trova un po’ in disaccordo , visti anche i numerosi studi successivi che invece non hanno rilevato nessuna differenza, quindi in questo caso, è a discrezione di ognuno crederci o meno.

5) Il tono di voce e camminata 

La psicologa Kerri Johnson e colleghi ha condotto ricerche sullo stile della camminata , in etero e in gay.

Ciò che ne venne fuori è che , analizzando la sequenza dei movimenti spalle-fianchi , una camminata mascolina (più da “spaccone”) si caratterizza per un bacino più esposto in avanti e delle spalle invece più rilassate all’indietro. Tale stile di camminata è comune sia negli uomini etero che nelle donne lesbiche. D’altro canto , una camminata più sinuosa è tipica nelle donne etero e nei gay.

Riguardo invece la questione delle voce ho deciso di proporre il contributo della linguista Ron Smyth, che ha condotto un’indagine fonetica su 25 soggetti di sesso maschile , sia etero che gay, evidenziando che nel caso dei maschi etero la voce era più “grave”.

L’origine della “parlata gay” è tuttavia ancora un mistero , ma con tutta onestà mi sento di dire che a mio avviso , l’acquisizione di una dialettica pressoché femminile (dunque con un tono di voce più “stridulo” ) è una questione puramente di apprendimento per imitazione ,dato che di per sé il linguaggio si apprende per imitazione.

In conclusione , vorrei solo ricordare ai miei lettori l’importanza della ricerca scientifica , senza di essa molte delle cose che oggi possono esser discusse senza mezzi termini , sarebbero rimaste ancora vaghe e inesplorate.

In definitiva  concludo dicendo che , vista la grande incoerenza tra studi in questo ambito è bene prendere “con le pinse “ tali affermazioni , e con questo non voglio assolutamente dire che non siano MAI vere , ma di certo , non sono una semplice addizione matematica , per la quale 2 + 2 fa 4.

Bene caro lettore , siamo giunti anche per questa volta al termine.

Spero che quest’articolo sia stato per te importante e soprattutto riflessivo.

Nei prossimi appuntamenti chiarirò anche il mio punto di vista .

Nel frattempo ti auguro una felice vita , e soprattutto , un grande amore , qualunque esso sia.

Le mie considerazioni:

Con la presente vorrei semplicemente ringraziare il neuroscienziato anglosassone Simon Levay e il suo libro “Gay si nasce ?” , indispensabile punto di riferimento per la costruzione di tale articolo.  In più vorrei di nuovo ringraziare tutti i miei lettori per la costanza e per l’interesse che mi dimostrate ogni volta. Grazie  Alessandro , il professorino.

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Il Professorino

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Mi chiamo Alessandro , sono uno giovane universitario ,e mi stresso molto facilmente , poi però prendo in mano il computer e inizio a scrivere sul mio blog.
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